LE BIZZARRIE SWING’N’ROLL

Proibizionismo; locali fumosi, gente che chiacchiera, alcool a fiumi e sapore di clandestinità.

band italia

by Angela Mingoni

Loro lì, sul palco, vestiti come veri gentlemen, con l’aria di chi ha vissuto tanto ma sa ancora divertirsi. Piano piano ci si scalda, l’atmosfera si fa intensa. All’improvviso in un garage poco lontano, alcuni spari trafiggono l’aria, è il massacro di San Valentino. Chi parla è chi ha ucciso, egli si confessa all’amata con rimpianto. Grazie a Le Bizzarrie questo momento assume un’aria quasi giocosa in un impeccabile stile rockabilly.

La cosa curiosa in questo pezzo, “San Valentino” per l’appunto, è la perfetta armonia tra basso e chitarra, che nei loro assoli sembrano quasi parlarsi. Uno scambio di battute in musica; da un lato i riff più leggeri, dall’altro la linea di basso così profonda e più seriosa. E nei loro discorsi, poi, si inserisce la voce, che li zittisce. Adesso è il suo turno. Nonostante un ottimo timbro e un’aria scanzonata, il cantante sbiascica le parole, le trascina un po’ troppo dando un senso di teatralità che, comunque, si addice allo stile del gruppo.

La loro è bravura, un’insana capacità di prendersi davvero poco sul serio. Raccontano storie e chi ascolta entra perfettamente in contatto con il loro mondo, e vede ciò che loro vedono. Ma Le Bizzarrie non amano, a quanto pare, fossilizzarsi in un solo genere. Il rock’n’roll e lo swing si fondono e “Nafta” ne è la prova. Con le sue sfumature più riflessive e le armonie più dure, è necessaria. Non è banale, nulla si può dire lo sia. L’amore, ad esempio, è visto come ciò che ci solleva e ci porta a fare le cose più insensate, decisamente come in “Falso Piano”; dove il nostro protagonista rimane ad aspettare la sua bella, anche sotto la pioggia, perché c’è qualcosa in lei che lo manda a fuoco.

Porta bandiera del disco è “Miss Muffin”. Sicuramente perché si tratta di un pezzo riuscito e piacevolmente ottimista, che ha addirittura ispirato la realizzazione di un videoclip. Divertente e semplice per passare quasi quattro minuti in allegria, merita almeno uno sguardo, magari vago, magari attento.Testi ben scritti, musicisti eccezionali, un clima di leggerezza e profumo di anni ’60. Tutto questo è l’album “Swing’n’roll”.

Sette, quindi, è il numero perfetto. Sono tanti, sono bravi, sono giovani, alcuni soprattutto dentro un percorso sonoro di dieci pezzi che nasconde una piacevole sorpresa sul finale, che sta all’ascoltatore attento scoprire. 

by Angela Mingoni

 

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